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Asana: cosa sono
Il termine āsana (in sanscrito आसन) letteralmente significa “posizione seduta” o più tradizionalmente “posizione” Il termine viene tradotto al maschile per una convenzione degli studiosi e i traduttori del Sanscrito, antica lingua dell’india di cui si farà largamente uso nello yoga.
Come abbiamo detto in uno dei primi articoli, erroneamente si pensa che lo yoga sia composta solo da Asana, in realtà gli Asana sono solo uno degli 8 stadi (o membra) dello yoga.
Il sistema Sottile e le posizioni dello yoga
Gli asana sono posture utilizzate in alcuni stili di yoga, in particolare nello Hatha Yoga, ma non solo. Queste posizioni sono direttamente collegata con la fisiologia indiana, basata sul sistema sottile. In base a questo sistema, l’assumere alcune di queste posture, aiuta a purificare i canali energetici (Nadi) portando energia in specifici punti del corpo, andando così a migliorare lo stato di salute generale del corpo sia fisico che psichico.
Gli asana attualmente conosciuti sono alcuni migliaia e hanno spesso nomi derivati dalla natura o dalla mitologia induista.
Gli asana e lo yoga non sono semplice ginnastica posturale
Gli asana possono sembrare semplicemente delle posizioni o delle posture, tuttavia si differenziano da semplice stretching per diversi aspetti, per questo motivo la traduzione “posizione” non rende assolutamente giustizia al reale termine.
Ogni giorno acquisiamo una posizione o un postura, da quando stiamo davanti al computer a quando per esempio laviamo i piatti e proprio in questi momenti, mentre il nostro corpo agisce, spesso la nostra mente vaga in altri pensieri.
Il processo mentale durante la pratica degli asana non è consentito. Durante l’esecuzione di asana, bisognerebbe (il condizionale è d’obbligo) acquisire consapevolezza del qui ed ora, utilizzando il respiro come veicolo di meditazione e concentrazione.
Inoltre i movimenti stessi che portano alla posizione e quelli che ti permettono di uscirci, vengono effettuati in una maniera particolare e in molti casi sono parte degli asana stessi. Per questo negli asana è richiesto uno specifico allenamento sia sul piano mentale che su quello fisico.
Le fasi degli asana
Ogni asana implica normalmente due fasi, la prima chiamata dinamica e la seconda statica. Durante l’esecuzione dell’asana il movimento sarà fondamentale per assumere la posizione e poi per ritornare nella postura iniziale. Questi movimenti dovranno essere lenti, dolci, senza scatti e sicuri, senza generare ne tensione ne sforzo.
Nella fase dinamica degli asana
Il respiro dovrà essere normale senza un reale controllo. La cosa migliore è far trovare al proprio corpo il giusto ritmo respiratorio durante ogni fase di movimento.
Durante la fase statica degli asana
Una volta raggiunta la posizione, dovrà essere mantenuta restando immobile per un certo periodo di tempo, senza però sforzo o disagio di alcun tipo. Il corpo non deve generare dolore o tensioni di alcun tipo. A questo punto il respiro dovrà essere controllato e consapevole, cercando di mantenere la concentrazione. La mente dovrà pensare ad un immagine che eviti ai flussi di pensieri o ad emozioni di poterci disturbare. Al termine della fase statica o di mantenimento si dovrà uscire in maniera lenta e graduale dalla posizione.
Indicazioni per una buona pratica degli asana
Durante la partica è importante capire i propri limiti e tenerne sempre di conto. Non bisogna spingere il nostro corpo oltre i propri limiti ne sottoporlo ad inutili eccessi, in quanto verrebbe meno il significato dello yoga stesso oltre che essere pericoloso per il proprio fisico.
Non dovete mai pensare alla competizione, nessuno è meglio di nessun’altro e la pratica dello yoga non ha un fine competitivo. Non si deve portare il corpo a sentire dolore solo per completare l’asana, basterà allenarsi ogni giorno e lentamente ci si avvicinerà alla posizione corretta con gradualità.
Ultimo consiglio infine e di cercarvi un insegnante o u n centro che possa farvi entrare in questo magnifico mondo, secondo i vostri punti di vista e il vostro modo di vivere.

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